Diverse le tavole rotonde tematiche parallele: secondo quanto si è appreso, il premier ha partecipato alla tavola dedicata alla questione dei flussi migratori
Quella odierna è stata un’agenda fitta di impegni per il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Atterrato a Budapest in mattinata, il premier ha partecipato alla Puskas Arena al quinto vertice della Comunità politica europea, che raccoglie 47 paesi europei, ai quali offre l’occasione di un incontro informale per discutere i principali temi che animano la scena internazionale (diverse le tavole rotonde tematiche parallele: secondo quanto si è appreso, Meloni ha partecipato alla tavola dedicata alla questione dei flussi migratori, presieduta dal cancelliere austriaco, Karl Nehammer). A seguire, in occasione della cena, una riunione informale del Consiglio europeo. Domani, invece, c’è in programma una sessione di lavoro focalizzata sul rilancio della competitività dell’Unione europea – parteciperanno anche l’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, il suo successore alla guida dell’istituto, Christine Lagarde, e il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe –, che si concluderà con l’adozione di una dichiarazione finale che si concentrerà su alcuni temi, dal mercato unico, al commercio, passando per l’industria, compresa quella spaziale e della difesa. Ed è proprio degli investimenti in quest’ultimo settore che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dedicato una parte del suo intervento in audizione sulla manovra alle commissioni di Bilancio di Camera e Senato. Si tratta di un tema caldo, specialmente alla luce del quadro internazionale, ma anche dell’ormai prossimo insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, che durante la sua presidenza non ha mai nascosto la propria insofferenza nei confronti dei Paesi europei, membri dell’Alleanza Atlantica, che investivano il 2% del Prodotto interno lordo nella difesa: «Nonostante gli ingenti stanziamenti assegnati, l’obiettivo del 2% del Pil richiesto dalla Nato risulta molto ambizioso e non del tutto compatibile sotto il profilo in particolare delle coperture con il quadro vigente della governance europea. Alla luce, infatti, degli stanziamenti previsti dal disegno di legge di bilancio arriveremo alla percentuale dell’1,57% nel 2025, dell’1,58% nel 2026 e dell’1,61% nel 2027», ha riferito Giorgetti.