A “sorpresa” verso le elezioni anticipate in Germania. Von der Leyen: «In Europa succede. Ora spetta a tedeschi»

Sarà una coincidenza: nel giorno del trionfo di Donald Trump alle presidenziali Usa 2024, in Germania il governo di coalizione «semaforo» si è rotto. Dopo mesi di litigi sulle scelte economiche da mettere in campo e per evitare la caduta dell’esecutivo «nel momento peggiore», Scholz ieri aveva riunito i leader della coalizione in un incontro già annunciato prima del risultato delle elezioni presidenziali americane. Ma la maggioranza, composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali non ha retto: il cancelliere, Olaf Scholz, ha licenziato il ministro delle Finanze, Christian Lindner, che chiedeva nuove elezioni. Quindi Scholz oggi ha deciso di chiedere il voto di fiducia del Parlamento il 15 gennaio, così «i membri del Parlamento potranno decidere se aprire la strada per le elezioni anticipate», entro la fine di marzo. A nulla sono valsi, gli inviti alla ragione, nonostante la consapevolezza che, con il ritorno di Trump al potere, «il governo (tedesco, ndr) deve essere pienamente in grado di agire», avrebbe detto il ministro dell’Economia. Gli Usa a maggio 2024 hanno sorpassato la Cina come primo partner commerciale della Germania. Le scelte per la Germania, Paese in recessione, sono difficili e richiedono una medesima visione dell’economia all’interno della compagine di un governo, che sia “semaforo” o meno: in primis, evitare la chiusura non “soltanto” di tre o più stabilimenti Volkswagen, ma la crisi di tutto l’automotive. Le alchimie politiche studiate a tavolino per dare vita ad un governo, senz’anima, non funzionano più. Anzi non hanno mai funzionato. Il prossimo sarà Macron?