Indice PMI a 46,9 punti, in zona contrazione anche nell’area euro

Anche a ottobre il settore manifatturiero italiano si è mostrato in difficolta, con l’indice PMI calcolato dalla Hamburg Commercial Bank per S&P Global- che riassume vari indicatori come ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna e scorte del settore – sceso a 46,9 dai 48,3 di settembre, segnalando appunto un ulteriore deterioramento. Nel dettaglio, le imprese manifatturiere italiane hanno riportato una flessione accentuata nei nuovi ordini, in parte dovuta alla rapida contrazione delle vendite verso l’estero, con cali significativi verso gli Stati Uniti, il Medio Oriente e alcuni paesi europei. Alcune aziende, si legge nell’analisi, hanno attribuito il rallentamento alla debolezza del mercato automobilistico internazionale. La situzione evidenziata da S&P Global ha mostrato ripercussioni anche sulle strategie occupazionali: il numero di dipendenti è diminuito al ritmo più rapido degli ultimi cinque mesi, con molti posti vacanti non sostituiti. Tuttavia, le aziende sono riuscite a gestire il carico di lavoro, ridotto grazie alla scarsità di nuovi ordini e a una maggiore efficienza operativa. Guardando al futuro, la fiducia nelle prospettive di crescita è positiva, con il 40% delle aziende ottimiste riguardo ad un possibile aumento dell’attività. Tuttavia, il livello complessivo di ottimismo è diminuito, raggiungendo il livello più basso degli ultimi due anni, a causa delle incertezze sul mercato e del calo dei nuovi ordini. Anche nell’Eurozona HCOB ha registrato una nuova contrazione dell’attività manifattueriera, sebbene in miglioramento rispetto al mese precedente. L’indice PMI, in questo caso, si è portato a 46 punti dai 45 di settembre.