Cala il precariato fra i docenti, mentre aumentano gli stipendi, in media del 4,5%

A circa un mese dall’inizio dell’anno scolastico, il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, fa il punto della situazione, rispondendo in Parlamento ad alcune sollecitazioni giunte dalle forze politiche ed in seguito alle tante interlocuzioni avute in questi mesi con i rappresentanti delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle altre sigle di comparto. La prima questione è quella del personale docente precario che, secondo alcune sigle sindacali e per una parte dei partiti di minoranza, sarebbero 250mila. Per il ministro, tale numero è assolutamente sovrastimato, non raggiungibile neanche sommando ai docenti il restante personale Ata. Per l’anno scolastico in corso, le supplenze annuali sono circa 140mila, di cui 102mila sui posti di sostegno. Tale livello, a causa di certificazioni tardive, potrebbero crescere di altre 15mila unità, per un totale complessivo che sarebbe comunque inferiore alle 160mila dello scorso anno scolastico. Resta un problema di docenti in part time, che sarebbero circa 37mila. L’obiettivo è specializzare almeno 85mila docenti, attingendo, in particolare, dalle figure di sostegno, in tempi rapidi. Sul versante degli stipendi, invece, Valditara rivendica l’inversione di tendenza che si è registrata nei mesi scorsi, con la sottoscrizione del contratto collettivo che garantisce incrementi medi del 4,5%, oltre a risorse su altre voci.