Confermati anche nel 2025 alcuni benefici di carattere fiscale e contributivo

La questione di come sostenere l’occupazione per le categorie più esposte al rischio disoccupazione di lunga durata è entrata anche nella audizione che ieri hanno avuto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Confsal sul Piano strutturale di bilancio. Come evidenziato soprattutto dalla Ugl e dalla Cisl, i numeri molto buoni sull’occupazione non possono, però, far perdere di vista alcune criticità che permangono. Il riferimento è, in particolare, all’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, delle donne in generale e delle persone svantaggiate, perché affette da disabilità o perché, dopo essere state chiamate ad assistere un proprio congiunto, ora si ritrovano con competenze non più richieste dal mercato. In quest’ultima casistica, rientrano spesso coloro che si ritrovano nella fascia di età compresa fra 35 e 49 anni. I sindacati hanno insistito molto sulla formazione e la riqualificazione professionale, ma anche sugli incentivi, con il governo che ha confermato l’intenzione di proseguire nel percorso già avviato con le due passate leggi di bilancio. Uno dei punti forti è rappresentato, in questo senso, dalla maxi-deduzione del costo del lavoro che, a conti fatti, garantisce un beneficio extra variabile fra il 20 e il 30% in più a seconda della categoria di persona assunta. La misura si accompagna anche con tagli mirati sul versante dei contributi che il datore di lavoro versa.