Pmi: «L’energia costa 11,8 miliardi in più di Ue». Besseghini (Arera): «Prezzo crescerà a ottobre-dicembre, ma non a doppia cifra»
L’allarme è di Confartigianato: nel 2023 le Pmi italiane hanno pagato l’elettricità il 9,9% in più rispetto alla media Ue, per un totale nel biennio 2022-2023 di 11,8 miliardi di maggiori costi rispetto ai competitor europei. Siamo all’ennesima, ma non per questo meno importante, conferma che la bolletta elettrica delle aziende italiane è tra le più costose d’Europa. L’analisi, presentata in occasione della 20° edizione della “Energies and Transition Confartigianato High School, ha rivelato che con un prezzo netto medio di 28,44 centesimi/euro per kWh, l’Italia è al quinto posto tra i Paesi dell’Unione economica e monetaria (Uem). Gli italiani pagano il 10,1% in più rispetto alla Francia, il 13,4% in più della Germania e il 44,4% in più rispetto alla Spagna. Per il presidente Confartigianato, Marco Granelli, è urgente «diversificare le fonti di approvvigionamento, sostenere le rinnovabili e quelle azioni mirate all’efficientamento e alla riqualificazione energetici degli edifici». Ieri il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione dell’Assemblea Federacciai di Vicenza ha chiesto «che in legge di Bilancio venga dato spazio alle possibilità di sperimentazione immediata del nucleare», sottolineando l’urgenza di diversificare le fonti energetiche. Per affrontare il gap competitivo sui costi energetici, Orsini ha proposto di guardare ai micro-reattori nucleari. «Non possiamo perdere l’opportunità di sviluppare un know-how già presente nelle imprese italiane che lavorano alla manutenzione e progettazione del nucleare in tutto il mondo», ha concluso. Per forza che poi si fa fatica a crescere.