Tregua a Gaza: pressione di Blinken su Netanyahu, che dice sì. Ora tocca ad Hamas. Recuperati i corpi di sei ostaggi israeliani morti durante la prigionia a Gaza

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken, in una nuova missione in Medio Oriente, ha incontrato a porte chiuse il premier israeliano a Gerusalemme e al termine del vertice ha annunciato, a sorpresa, che Netanyahu «sostiene la proposta della Casa Bianca» per un cessate il fuoco a Gaza e per il rilascio degli ostaggi. Ma Hamas chiede un cessate il fuoco totale e accusa Netanyahu di cambiare continuamente le condizioni negoziali, con il piano americano di fine maggio che, secondo l’organizzazione palestinese, sarebbe stato modificato a vantaggio di Tel Aviv. La questione mediorientale per gli Usa, tradizionali alleati di Israele e che sono rimasti al fianco dello stato ebraico anche in questi mesi, nonostante toni non sempre distesi e visioni spesso diverse, è determinante anche dal punto di vista della politica interna: i dem, infatti, vorrebbero trovare un accordo fra le parti per ottenere i consensi dell’opinione pubblica ebraica e filo-israeliana, ma anche dell’ala di sinistra più radicale, dei giovani e degli statunitensi di religione islamica, più vicini alle posizioni di Gaza. Per questo in molti hanno considerato quello di Blinken un modo per disinnescare l’oltranzismo di Netanyahu, annunciandone a sorpresa l’adesione alla proposta Usa, mettendo, allo stesso tempo, Hamas, tramite anche il lavoro diplomatico di Qatar ed Egitto, di fronte alla responsabilità di far riuscire o meno questo tentativo. Nel frattempo l’esercito israeliano ha recuperato i corpi di sei ostaggi, Avraham Munder, Alex Dancyg, Chaim Peri, Yagev Buchshtav, Yoram Metzger e Nadav Popplewell, morti durante la prigionia a Gaza dopo il blitz di Hamas del 7 ottobre, e proseguono gli attacchi dell’esercito israeliano sulla Striscia.