Non solo stipendio, ma anche passione e flessibilità oraria
Innanzitutto, per destreggiarsi sulle definizioni delle generazioni, occorre ricordare che per “Generazione Z” si intende quella composta dai nati tra il 1995 ed il 2010, ossia quel gruppo di giovani che hanno fra i 14 anni, e sono quindi alle soglie dell’ingresso nel mondo del lavoro, ed i 29 anni, prossimi all’età adulta. Un’indagine su “Giovani e Orientamento” condotta da Skuola.net in collaborazione con Gi Group, ha disegnato un ritratto dell’occupazione ideale per questi ragazzi. In base alle rispose fornite al sondaggio, per i giovani è certamente importante l’aspetto economico, ma c’è anche altro. Per 2 intervistati su 3 è fondamentale l’affinità con le proprie passioni, elemento considerato prioritario. Al secondo posto lo stipendio, decisivo per 6 ragazzi su 10. Poi la possibilità di bilanciare vita privata e vita professionale, fattore discriminante per un giovane su due. Per 8 su 10, anche sulla base del proprio vissuto, fra ricordi della Dad e digitalizzazione, il lavoro ideale deve essere flessibile e non ancorato alle rigidità del passato in termini di orario e presenza sul posto di lavoro. Gli altri elementi scelti nel definire il lavoro dei sogni sono poi, nell’ordine: le prospettive di carriera per il 37%, l’utilità della propria professione, 26%, la sicurezza sul lavoro per il 22%. In fondo il rispetto per l’ambiente e la riconoscibilità sociale, fattori scelti dal 15% degli intervistati.