Tramite l’emendamento Mulè i club potrebbero avere più peso politico

Nel decreto legge Sport e Scuola, che ha ottenuto la fiducia dell’Aula della Camera dei deputati e che passerà all’esame del Senato prima di finire in Gazzetta Ufficiale, c’è anche l’emendamento Mulè, nel quale si chiede di dare equa rappresentanza alla Lega Serie A rispetto alle altre componenti federali. La FIGC, che ha già cominciato i colloqui con le varie componenti per arrivare a una composizione diversa, in percentuale, rispetto a quelle attuali. Ora Figc e Lega di Serie A devono trovare un accordo per salire come peso elettorale dal 12 al 24%, mentre sui consiglieri, la volontà sarebbe di arrivare a un terzo, quindi toccare quota sette (attualmente sono tre). Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha già iniziato i colloqui, con la speranza di trovare un accordo entro il 4 settembre, data ultima per modificare il regolamento elettorale in vista dell’assemblea elettiva del 4 novembre. Sicuramente i club di Serie A sono tutti uniti come poche volte si era visto prima e non vogliono cedere, come dimostrato dalle dichiarazioni di alcuni presidenti nei giorni scorsi. Tutti, oltre a sostenere che serve più peso politico per il proprio campionato, hanno ribadito che si tratta di una norma giusta soprattutto perché i 20 club del massimo campionato pagano le spese relative alla gestione degli altri tornei, arbitri inclusi. L’ultimo a ribadirlo è stato Paolo Scaroni, presidente del Milan.