Quello dell’immigrazione è un tema che sarà al centro anche dell’attenzione del nuovo Parlamento europeo, riunitosi oggi per la prima volta

«I migranti illegali sono nemici di quelli legali». Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del Trans-Mediterranean Migration Forum di Tripoli, in Libia, durante il quale ha ribadito la linea del governo su un tema, incluso tra le priorità dell’agenda di palazzo Chigi. «Negli ultimi anni in Italia non abbiamo potuto consentire di venire a molti migranti legali perché ne avevamo troppi irregolari», ha aggiunto il premier, denunciando che «le organizzazioni criminali vogliono decidere loro chi ha diritto di entrare nel nostro Paese e chi no.» «Il mio governo ha varato decreti flussi per tre anni, ampliando le quote, anche e soprattutto per le nazioni che ci aiutano a combattere contro i trafficanti di esseri umani», ha quindi aggiunto Meloni. Che, fin dal primo giorno del suo insediamento, ha lavorato molto in sede europea per modificare l’approccio dell’Ue al problema, investendo nella lotta all’immigrazione illegale – in questo senso, secondo il governo, la collaborazione e il dialogo con i Paesi di partenza diventano imprescindibili e fondamentali –, un cambio di paradigma accolto con favore dai partner europei. Di immigrazione, ovviamente, si occuperà anche il nuovo Parlamento europeo, riunitosi oggi per la prima volta, dal giorno delle elezioni, e con l’occasione ha rinnovato il sostegno alla resistenza ucraina: la risoluzione, la prima della nuova legislatura, è stata approvata a larghissima maggioranza con 495 voti a favore, 137 quelli contrari e 47 le astensioni, alla vigilia di un altro voto, altrettanto importante, per la conferma alla presidenza della Commissione europea, Ursula von der Leyen, impegnata da giorni a cercare di raccogliere quanti più voti possibili per mettersi al riparo da eventuali franchi tiratori. C’è chi ancora non ha ancora sciolto la riserva. Tipo Meloni: «Non sono in grado escludere nulla, conosco molto bene la determinazione e la capacità di Meloni: non darà nessun voto gratis, il ruolo dell’Italia e di Ecr sarà difeso con le unghie e con i denti. Siamo l’unico governo stabile uscito più forte di prima dalle elezioni europee, siamo un grande Paese e chiediamo di essere rispettati. Non chiediamo che venga rispettato il centrodestra ma che sia rispettato il ruolo dell’Italia», ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ospite di Start, su SkyTg24, ricordando che «l’Italia è un Paese fondatore, un Paese del G7, la seconda economia manifatturiera d’Europa: non può essere tenuta ai margini della Commissione europea».