Dopo la sanificazione, i giocattoli dei bambini vengono lavati e lasciati ad asciugare

Uno degli snodi maggiormente critici nei mesi scorsi è stato quello della permanenza a scuola in presenza di sintomi Covid-correlati. Le linee guida ribadiscono che non consentita la permanenza a scuola in presenza di sintomi compatibili con il Covid-19 (tosse, raffreddore, vomito, diarrea, perdita del gusto e dell’olfatto, forte mal di testa) né, tantomeno, con uno stato febbrile superiore a 37,5 gradi. Naturalmente, non si può restare a scuola in caso di test positivo. Le linee guida, però, introducono un concetto nuovo che non mancherà di suscitare perplessità. La permanenza a scuola è ammessa in caso di sintomi respiratori di lieve entità con lo studente in buone condizioni generali. La cosa vale per i bambini della materna, dove raffreddore e tosse sono frequenti, che per gli studenti dalle elementari in poi; in questo secondo caso, però, gli stessi dovranno indossare una mascherina di tipo chirurgico o Ffp2. Le altre misure di prevenzione richiamano le regole già note sull’igiene delle mani e sugli accorgimenti nello starnutire, l’utilizzo di mascherine Ffp2 da parte degli studenti fragili dai sei anni insù (il personale a rischio severo deve utilizzare la mascherina Ffp2 e dei dispositivi di protezione degli occhi, forniti dalla scuola), il ricambio frequente dell’aria. Il personale non a rischio può naturalmente indossare mascherina e dispositivo di protezione degli occhi. Il pacchetto prevenzione poggia anche sulla sanificazione periodica e straordinaria e tempestiva.