Macron volerà a Mosca e poi a Kiev
Si rinsalda l’asse russo-cinese, nel mezzo della crisi ucraina. I Giochi invernali in corso a Pechino hanno offerto al presidente russo Vladimir Putin la possibilità di incontrare l’omologo cinese Xi Jinping, al suo primo incontro con un leader straniero dallo scoppio della pandemia. I due hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per denunciare l’influenza «destabilizzante» americana in Europa e in Asia, dichiarandosi contrari ad un allargamento ad Oriente della Nato e «preoccupati» per la nascita di Aukus, l’alleanza militare che lega Usa, Regno Unito e Australia. Il faccia-a-faccia si è consumato nelle ore in cui gli Stati Uniti hanno mosso nuove accuse al Cremlino, senza mostrarne le prove: Mosca starebbe confezionando un filmato falso, che riprenderebbe un attacco ucraino contro i russi (o filo-russi), da usare come pretesto per invadere l’Ucraina. Immediata la smentita da Mosca. Seppure circoscritta territorialmente, la crisi ucraina ha una dimensione globale: tanti sono gli attori interessati dagli sviluppi e intenzionati a contenere l’escalation. Dopo il premier italiano, Mario Draghi, e quello britannico, Boris Johnson – i due hanno parlato al telefono con Putin, nei giorni scorsi –, anche il presidente francese, Emmanuel Macron, incontrerà il leader del Cremlino a Mosca il 7 febbraio. Il giorno successivo, vedrà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Kiev. Un invito alla distensione è arrivato anche dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ieri alla Cnn ha annunciato l’intenzione di organizzare un incontro Putin-Zelensky, in Turchia.