Pandemia, verso nuove restrizioni ma con un piano vaccinazioni «potenziato»
Il CTS oggi si è riunito su richiesta del Governo per valutare ulteriori misure restrittive per arginare non solo la diffusione del virus Covid-19 ma soprattutto le sue temibili varianti. Dalle 9 di stamattina i tecnici si sono confrontati per vagliare varie ipotesi, tra le quali la possibilità di far scattare la zona rossa in automatico, dove si verifica un’alta incidenza pari a 250 casi ogni 100mila abitanti, la chiusura nei weekend e zone rosse più rigide. Ipotesi che le Regioni avevano rigettato a gennaio. Un’ulteriore stretta nei fine settimana, con chiusure generalizzate, e zone rosse più rigide, come a Codogno e negli altri comuni nella prima ondata del virus. Delusioni e preoccupazioni da parte di cittadini, lavoratori dipendenti e autonomi sono comprensibili e dipendono, dipenderanno molto dalla capacità e dall’efficienza che l’atteso decreto Sostegni saprà dimostrare nei fatti. Il punto dirimente lo ha spiegato Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, durante la trasmissione Agorà su Rai 3: «Non si vaccina quando c’è alta trasmissione del virus perché così facendo si favorisce l’emergere di varianti resistenti al vaccino. Per questo credo che il provvedimento sul tavolo del Cts vada nella direzione giusta, cercare di spegnere la trasmissione e cercare di vaccinare più persone possibili». «Improponibile» secondo lo stesso professore un lockdown generalizzato seguito da altro lockdown e altro lockdown, quello che ci vuole è «un piano chiaro preciso e che sia l’ultimo». Del piano vaccinazioni ha parlato ieri il premier Mario Draghi nel suo messaggio per la Giornata Internazionale della Donna: «Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli». Quanto siano strategiche le vaccinazioni per la ripresa dell’economia lo ha sottolienato oggi l’Ocse: «Il rischio più importante sarebbe un piano di vaccinazione troppo lento». Oggi, l’organismo internazionale con sede a Parigi ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’economia globale. Ma «non vaccinare abbastanza rapidamente rischia di bloccare i piani di rilancio», ha avvertito. E diversi saranno i Paesi che non riusciranno a tornare ai livelli di crescita pre-pandemia prima di fine 2021-2022.