di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

Giornate di scioperi nel trasporto pubblico. Il lavoratori del Tpl oggi hanno sospeso la propria attività per quattro ore, chiedendo con forza la riapertura di un confronto tra i sindacati di categoria, tra cui Ugl Autoferrotranvieri, e le associazioni datoriali del settore, al fine di trovare un’intesa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre tre anni. Domani sarà, invece, la volta delle ferrovie, con un’astensione dal lavoro di 8 ore, stabilita dalle rappresentanze dei lavoratori, compresa Ugl Ferrovieri, per dare un segnale incisivo sul tema della sicurezza sul lavoro, data l’inaccettabile frequenza di incidenti, alcuni dei quali gravi, che si sono verificati recentemente sulle linee ferroviarie italiane, chiedendo maggiori investimenti per una modernizzazione delle infrastrutture. Al di là delle singole e specifiche rivendicazioni, l’intero trasporto pubblico italiano si trova in uno stato di profonda difficoltà. Già da prima dell’avvento della pandemia le problematiche del settore erano significative, dal punto di vista della necessaria modernizzazione delle infrastrutture, da quello del potenziamento quantitativo e qualitativo dei mezzi, dal lato della sicurezza, sia del personale viaggiante che degli utenti, sul fronte dell’organico e del trattamento economico e lavorativo dei dipendenti e così via. Insomma, da tempo il trasporto pubblico necessitava di una maggiore attenzione. Ora, poi, con l’avvento della pandemia di Covid-19 le cose si sono ulteriormente complicate. Le carenze, annose, si sono fatte ancor più evidenti di fronte al bisogno di garantire distanziamento e protezione anche nel trasporto pubblico. Tutti abbiamo visto le immagini dei mezzi stracolmi in piena pandemia, nonostante le rigide regole anti contagio, quelle che imponevano di limitare persino le visite di amici e parenti in casa. Le carrozze delle metropolitane colme all’inverosimile, mentre migliaia di attività economiche erano chiuse. Gli studenti delle superiori costretti a rimanere in Dad per un tempo lunghissimo, sostanzialmente a causa dell’impossibilità di raggiungere gli istituti scolastici in sicurezza sui mezzi pubblici, per permettere ai lavoratori pendolari ancora in attività di utilizzare il trasporto locale con una maggiore disponibilità di spazi. È giunto il momento di occuparsi con serietà della questione, colmando le lacune accumulate negli anni, ora ancor più inaccettabili, data la necessità di garantire alla cittadinanza la tanto sospirata “convivenza” in sicurezza con il Covid, nell’ambito della quale il trasporto pubblico gioca un ruolo fondamentale. Riformando e razionalizzando il settore, garantendo un trasporto pubblico, locale e ferroviario, finalmente moderno ed efficiente, a tutela di lavoratori ed utenti, offrendo un servizio all’altezza della nuova domanda di mobilità.