La pandemia sta rendendo difficile individuare nuovi casi di tumore
Si celebra oggi la Giornata mondiale contro il cancro, promossa e ideata dall’Union for International Cancer Control. Anche quest’anno, lo slogan scelto – “I am, I Will”, che tradotto in italiano significa: “Io sono, io sarò” – sintetizza lo scopo di questa iniziativa: sensibilizzare l’opinione pubblica, invitandola a sposare la lotta contro i tumori. Che, complice la pandemia da coronavirus, sta attraversando un momento molto delicato: l’Aiom, l’Associazione italiana di Oncologia medica, stima che nei primi nove mesi del 2020 sono stati eseguiti oltre due milioni (2.118.973) esami di screening in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, a causa dell’emergenza sanitaria. «Se la situazione si prolunga, diventa concreto il rischio di un maggior numero di diagnosi di cancro in fase avanzata, con conseguente peggioramento della prognosi, aumento della mortalità e delle spese per le cure», osserva Giordano Beretta, presidente di Aiom e responsabile Oncologia medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Tanti continuano ad essere i tumori scovati, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia: nel 2020, in Italia, sono stati diagnosticati circa 377mila tumori, quasi 6.000 in più rispetto all’anno precedente, che vanno a sommarsi a quelli stimati a livello mondiale. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2020, nel mondo, sono stati 19,3 milioni i nuovi casi di tumore, un terzo dei quali può essere prevenuto: il 22% è causato dal fumo di sigaretta e il 5% dell’abuso di alcol.