Cgil, Cisl, Uil e Ugl in Parlamento con le loro osservazioni sul Recovery plan

Alla fine, nonostante la crisi di governo in corso, la Camera dei deputati ha proseguito le proprie attività conoscitive, confermando l’audizione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, collegato, come noto, al Recovery plan dell’Unione europea. Un passaggio apprezzato dal sindacato, vista l’importanza dello strumento che dovrebbe servire da base per il rilancio del Paese, dopo il drammatico crollo del prodotto interno lordo e la tristissima lunga scia di morti e contagiati da Covid-19. D’accordo sull’importanza di intervenire rapidamente e bene e sulla necessità di assicurare il massimo coinvolgimento del partenariato economico e sociale nella definizione dei progetti da mettere in campo, i sindacati confederali hanno però mostrato una sensibilità diversa rispetto alle singole tematiche, cosa peraltro già emersa anche in occasione della recente legge di bilancio. Attenzione anche ai numeri, perché, come evidenziato anche da altri soggetti, si registra una discrepanza marcata fra i dati comunicati dalla Commissione europea e quelli del governo, una distanza importante che potrebbe essere colmata soltanto con un ulteriore ricorso allo scostamento di bilancio o, piuttosto, con l’accesso al fondo salva Stati, il famoso o famigerato Mes di cui si parla da tempo e che tante frizioni ha provocato fra gli alleati del secondo governo Conte.