La crisi di governo è tutt’altro che scongiurata e da più parti, ormai, non si esclude il voto anticipato
«Dopo il Conte bis ci sono solo le elezioni, senza ovviamente volermi sostituire alle prerogative del presidente della Repubblica. Se si andasse al voto con questa legge elettorale, l’unico modo per farlo sarebbe in coalizione con Pd e Leu». Non ci gira troppo intorno, nell’intervista a Repubblica di oggi, il ministro dello Sviluppo economico del M5s, Stefano Patuanelli. Ma la crisi non era scongiurata? Certo non dopo le ultime (rinnovate) dichiarazioni di Matteo Renzi ed ecco che il discorso torna di strettissima attualità. Domani la delegazione di Italia Viva incontrerà al ministero dell’Economia Roberto Gualtieri per fare il punto sul Recovery plan (oggi Pd e M5s, mercoledì sarà anche la volta di Leu) e Renzi ha già fatto sapere che si presenterà con 61 proposte. Quale che sia l’esito dell’incontro – propedeutico ad un tavolo di confronto più ampio – le frizioni all’interno della maggioranza non diminuiscono, anzi. Con il rischio, per riprendere le parole di Salvini ieri sul nodo pensioni, che il governo finisca per perdere il contatto con la realtà. Secondo Patuanelli, tuttavia, si deve lavorare «come maggioranza sulle cose che ci uniscono, che sono tante». Tra queste non sembra esserci spazio per il Mes, tema invece molto caro a Iv. «Con questo livello di spread, con un piano Bce in corso fino a marzo 2022, sarebbe singolare attivare il meccanismo europeo di stabilità. Eventualmente, sarà una discussione da affrontare in Parlamento, dove non mi sembra ci sia una maggioranza favorevole», la posizione di Patuanelli.