Quest’anno celebreremo le festività in “zona rossa”, tra virus e crisi economica
Difficile pensare a un Natale del passato simile a questo. Forse bisognerebbe tornare indietro fino ai tempi dell’ultima guerra per trovare una situazione paragonabile: diversa nelle modalità da quella che stiamo vivendo oggi, ma altrettanto e ancor più drammatica. Tutto il mondo e la nostra Italia in particolare sono stretti in una morsa. Alle prese con il Covid e con la crisi sanitaria da un lato, con la desertificazione economica e occupazionale e il disagio sociale che ne sta seguendo dall’altro. Per di più ora siamo privati del conforto della compagnia dei nostri cari, isolati a causa delle norme che ci impongono un ferreo distanziamento sociale, aggravato – con una scelta del Governo difficilmente comprensibile – non qualche tempo fa, per farci trascorrere serenamente il Natale, ma nei giorni di festa. E così la celebrazione più sentita e partecipata dell’anno avviene in un contesto particolarmente difficile, dal punto di vista personale, lavorativo, economico, sociale, politico. Un Natale in pandemia. Non dobbiamo, però, permettere che le avversità ci scoraggino. Il Natale cade, non a caso, nel momento più oscuro e freddo dell’anno. Proprio nel cuore dell’inverno nasce – invincibile – la Speranza. Dobbiamo quindi, in questo periodo così problematico, riscoprire i valori che sono alla base di questa Festa già immaginando il futuro, impegnandoci, nonostante tutto, a ricostruire per noi stessi, per i nostri figli, per la nostra intera Nazione un domani migliore. Buon Natale!