Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno chiesto dei correttivi in particolare sulla tempistica

Sicuramente non è e non potrà essere la panacea per tutti i ritardi che si sono accumulati negli anni, però, come in una vecchia canzona di Lucio Dalla, l’importante è che le parti si stanno preparando. In queste settimane, diverse aziende, direttamente o per il tramite delle rispettive associazioni di categoria, in particolare territoriali, hanno avviato il confronto per arrivare alla firma degli accordi collettivi necessari per accedere alle risorse del Fondo nuove competenze. Come indicato dalla normativa vigente, entro il 31 dicembre 2020 dovranno essere definiti gli accordi collettivi con l’obiettivo di introdurre un mix fra lavoro vero e proprio e formazione. La riqualificazione professionale è infatti decisiva, in un momento caratterizzato da enormi difficoltà, con tantissime aziende costrette a ristrutturarsi per superare la crisi e il devastante impatto della pandemia sul sistema economico e produttivo. Nelle scorse settimane, grazie alla interlocuzione che Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno avuto con l’Anpal, l’Agenzia per le politiche attive, è stato possibile arrivare velocemente alla definizione del regolamento attuativo, cosa che ha permesso ad alcuni enti paritetici di adeguare i propri bandi alle opportunità fornite dal Fondo nuove competenze. Le parti sociali, però, si attendono alcune modifiche urgenti in legge di bilancio o in uno dei decreti Ristori, attualmente in discussione in Parlamento.