Cgil, Cisl, Uil e Ugl sul nuovo strumento finanziario di Cassa depositi e prestiti
Con un certo ritardo, ma alla fine potrebbe vedere la luce. In questi giorni, è in discussione in Parlamento l’atto di governo 222, relativo alla istituzione del cosiddetto Patrimonio dedicato all’interno di Cassa depositi e prestiti, lo strumento finanziario che dovrebbe favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese di grandi dimensioni che operano nei settori strategici. Il provvedimento attuativo rimanda al decreto Rilancio del maggio scorso. Sono quindi serviti più di sei mesi per lo schema di decreto ministeriale, nonostante la misura venga vista come reazione immediata all’emergenza Covid-19. Oltre al ritardo, vi è però un punto sul quale si sono pronunciati, nella giornata odierna, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, nel corso di una audizione parlamentare davanti alle commissioni riunite finanze e attività produttive della Camera dei deputati. Il limite più evidente del provvedimento è nella assoluta mancanza di un confronto preventivo e in corso d’opera con la rappresentanza sindacale. In questo senso, Ugl e Cisl hanno insistito, in particolare, sulla attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, in materia di partecipazione dei lavoratori dipendenti. Più in generale, le quattro sigle hanno insistito sulla necessità di trasformare lo strumento da difensivo in qualcosa di più pungente, un vero strumento di politica industriale a sostegno dei settori e delle aziende.