In molti continuano a chiedere qualche settimana in più di tempo
Parafrasando un vecchio successo di qualche anno fa, io speriamo che me la cavo. Per una volta, è il ministro della salute, Roberto Speranza, a prendersi la scena, liberando, almeno per un giorno, la collega Lucia Azzolina dall’ingrato compito di fungere da parafulmine. Per il rappresentante di LeU, la riapertura delle scuole è una priorità nella data indicata dal governo, vale a dire il 14 settembre per la maggioranza delle regioni. Già la data è una questione aperta, con gli appelli a rivedere la stessa data che si susseguono a tutti i livelli, da chi nelle scuole lavora agli enti locali, chiamati a gestire in emergenza gli spazi, i servizi mensa e i trasporti. Al momento, però, il governo tiene il punto, nonostante alcuni aspetti oggettivi: mancano infatti migliaia di docenti e parte del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, cosa che inevitabilmente si rifletterà sugli orari di lezione per diverse settimane. Altro aspetto è quello del ritardo nella consegna dei banchi monoposto, sia tradizionali che innovativi, la cui completa consegna è prevista non prima della metà di ottobre. Resta aperta anche la questione dei lavoratori fragili, rispetto ai quali sta prendendo corpo la sgradevole impressione che qualcuno voglia approfittare della situazione per non lavorare. In questo scenario, le sigle sindacali di categoria si stanno mobilitando sul territorio, iniziative che porteranno ad una iniziativa nazionale verso la fine di settembre.