Gli ingredienti ci sono, manca, però, ancora una ricetta efficace
La ministra del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, affida a Facebook il programma per la ripresa. In un messaggio sul social network, l’ex presidente della commissione lavoro del Senato indica quelli che dovrebbero essere i pilastri per la ripresa: la formazione, le politiche attive, l’innovazione, la semplificazione, gli investimenti sulle competenze e l’occupabilità dei lavoratori. Sempre l’esponente pentastellata parla di recovery fund come doppia sfida, per l’Italia di oggi e per quella di domani. Un discorso di buon senso, così si potrebbe definire quello della ministra, già più volte condiviso con le parti sociali. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, pur con toni molto diversi, hanno chiesto all’incirca le stesse cose anche in occasione della audizione di lunedì sul decreto Agosto. La questione che si apre è, a questo punto, duplice: di metodo e di merito. Rispetto al primo elemento, occorre capire quale sarà il livello di confronto che il governo vorrà mettere in campo con tutti i soggetti sociali, considerando che, oggi, soprattutto qualche ministro ha cercato delle interlocuzioni a senso unico. Riguardo al merito, è necessario capire quali siano le proposte e, soprattutto, quante siano le effettive risorse in campo, poiché il semplice riferimento ai 209 miliardi del recovery fund può essere fuorviante. Una parte significativa di questi miliardi è infatti legata alla programmazione 2021-2027.