Si parla con insistenza di altre diciotto settimane, ma c’è il nodo risorse

Da una parte la realtà dei fatti, dall’altra le notizie che continuano a circolare; in mezzo, chiaramente, la necessità di trovare diversi miliardi di euro per finanziare il tutto. Mentre il decreto Rilancio, si avvia a concludere il proprio iter di conversione in legge, continuano a trapelare indiscrezioni circa un prossimo provvedimento urgente, che potrebbe arrivare a cavallo di luglio ed agosto, sempre in materia di ammortizzatori sociali. Il decreto Rilancio è intervenuto raddoppiando le settimane previste in origine dal decreto Cura Italia. Da nove settimane si è passati a diciotto, con, in origine, una distinzione temporale: cinque da fruire entro il 31 agosto più quattro fruibili nel periodo 1° settembre – 31 ottobre. La distinzione è stata poi superata con un nuovo decreto legge, successivamente inglobato nel decreto Rilancio, per cui le diciotto settimane sono ora fruibili da tutti senza soluzione di continuità. Ora si parla con insistenza di altre diciotto settimane da fruire entro dicembre 2020; una ipotesi sicuramente ben accetta sia dai sindacati che dalle associazioni datoriali, ma che si scontra con la cruda realtà delle risorse disponibili, parte delle quali derivanti dai risparmi delle casse precedenti. Con i numeri attuali, ogni settimana di cassa integrazione in più ha un costo molto vicino al miliardo di euro. Prima degli ammortizzatori sociali, però, potrebbe arrivare la proroga del blocco dei licenziamenti.