In fase di riorganizzazione, il movimento perde un altro pezzo: espulsa Flora Frate

Il capo politico reggente del M5s, Vito Crimi, promette cose che potrebbero non avverarsi mentre il movimento perde altri pezzi. Questa volta volontariamente. Intervenendo a margine di un evento a Napoli, ha assicurato che «il M5s c’è, ci sarà e alle prossime elezioni sarà sempre più forte…». Prima, però, l’agenda del movimento prevede importanti appuntamenti. A partire dagli Stati generali che sono stati convocati dopo le dimissioni da capo politico di Luigi Di Maio. «Ognuno fa le sue scelte sulla base della propria volontà di continuare a dare seguito alla fiducia che è stata data loro. Chi fa queste scelte tradisce la fiducia dei cittadini», ha proseguito Crimi, commentando eventuali (futuri) addii, dopo quelli che si sono consumati nelle ultime settimane: diversi sono i parlamentari che hanno abbandonato il movimento – da inizio legislatura sono stati 24, a cui si aggiungono 5 eletti che hanno lasciato ancor prima di sedersi tra i banchi dei pentastellati –, una parte dei quali rientrava nell’elenco di quanti non erano in regola con la restituzione delle indennità parlamentari. L’ultimo addio c’è stato proprio oggi: il Movimento 5 stelle ha espulso la deputata Flora Frate. «Ne prendo atto e mi spiace. Per loro, si intende», ha scritto la protagonista di questa vicenda su Facebook. «Trovo disgustoso che, tra le motivazioni a sostegno del provvedimento di espulsione, si annoverino mie presunte assenze. E non solo per una specifica condizione di diritto che mi consente di fruirne, ma, ancor di più, per la totale mancanza di rispetto del nostro lavoro». Nell’annunciare la sua espulsione, Frate non ha risparmiato qualche critica: «Da circa due anni il M5S perde sistematicamente voti, in modo irreparabile. Forse non bastano quei tanto sbandierati 40 provvedimenti se poi, come sulla scuola, si lancia una crociata ideologica contro i precari, additando i sindacati di colpe e responsabilità inesistenti. Avessimo ascoltato di più i cittadini, rinunciando a tanta spocchia salottiera, proponendoci di risolverli i problemi piuttosto che imporre la nostra visione, si sarebbe potuta arrestare questa inesorabile china».