di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Boris Johnson l’ha definita “l’alba di una nuova era”, dal canto loro Ursula von der Leyen, Sassoli e Michel hanno parlato di “una nuova alba per l’Europa”, insomma, comunque la si pensi, finalmente si è fatto giorno. Grazie al nuovo leader conservatore, riconfermato premier dopo la vittoria schiacciante ottenuta alle elezioni dello scorso dicembre, si è riuscita a concludere l’estenuante trattativa per la Brexit. Dopo tre anni e mezzo dal referendum con il quale i britannici avevano manifestato chiaramente la propria volontà di uscire dalla Ue, dopo una serie incredibile di ostacoli opposti dalla politica, sia a Westminster che a Bruxelles, nonostante il vasto coro malaugurante che, prevedendo ogni tipo di sciagura, ha tentato di convincere gli inglesi a tornare indietro dalla propria decisione, è stata finalmente messa in atto la volontà popolare. Ora, esaminando la notizia dal nostro punto di vista di italiani, ci auguriamo, innanzitutto, che la Brexit non danneggi il nostro Paese e, anzi, speriamo che possa rivelarsi un’occasione positiva anche per noi. In primo luogo saranno da ridiscutere molte cose a livello europeo, nella speranza che i nostri rappresentanti facciano valere le ragioni e gli interessi nazionali a Bruxelles. La nuova Ue, senza la Gran Bretagna a fare da contrappeso, potrebbe essere ancora più di prima a trazione franco-tedesca. A meno che non si impari dalla lezione inglese che l’Europa, per sopravvivere, dovrà dimostrarsi più coesa nel difendere gli interessi di tutti e non solo di qualcuno. Occorrerà stabilire questioni pratiche, come la nuova suddivisione dei contributi da versare all’Unione. Se immaginare, ad esempio, un’Europa più snella e meno opprimente per i pochi grandi contributori rimasti. Poi sarà da ricostituire su nuove basi la relazione tra Regno Unito e Ue, Italia compresa, i rapporti commerciali, gli scambi culturali, la situazione dei moltissimi cittadini comunitari che vivono e lavorano Oltremanica, anche se già su questo fronte sono arrivate da Londra ampie rassicurazioni. Gli analisti si chiedono cosa accadrà, se l’Europa da una parte e il Regno Unito dall’altra guadagneranno o perderanno da questo divorzio. Nessuno può dirlo con certezza, e la vera novità della Brexit sta proprio in questo, ovvero nel fatto che gli inglesi hanno deciso di portare avanti la propria decisione nonostante questa incognita. Il Regno Unito – partendo, certo, da solide basi: è una grande potenza politica ed economica, inserita in una salda rete di alleanze internazionali – ha scelto di assumersi un rischio, comunque non da poco, per riaffermare la propria identità. Ripristinando il primato della politica sull’economia, ridando valore al concetto di sovranità nazionale e popolare. Per questo, comunque vada, la Brexit resta una buona notizia, un’opportunità, e non solo per i britannici.