La nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza presentata dal Governo disegna l’impianto delle politiche che saranno messe in campo nei prossimi mesi. Sappiamo bene che si tratta di un progetto impegnativo dal punto di vista economico, anche se meno rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, con un deficit al 2,4 per cento per il primo anno, che negli anni successivi dovrebbe ridursi. Una spesa nel complesso non discordante da quelle sostenute dal Paese durante la scorsa legislatura. La differenza principale rispetto al passato non sembra trovarsi nella quantità di risorse impegnate, ma soprattutto nella qualità delle politiche che tali risorse andranno a finanziare. Il rapporto da valutare non è solo quello fra deficit e Pil, ma anche quello, forse ancor più importante, fra valori e costi. I valori sociali messi al centro dell’attenzione, per la prima volta da molto tempo. La prossima manovra economica del governo gialloblu prevede, infatti, una vera e propria rivoluzione dal punto di vista delle politiche sociali ed economiche, che saranno improntate alla crescita, nel segno di una maggiore equità e giustizia sociale. Reddito e pensioni di cittadinanza con annessa riforma dei centri per l’impiego, per dare una sterzata ai problemi occupazionali e sociali e far ripartire i consumi, revisione del sistema fiscale mediante l’avvio della flat tax, al fine di aiutare le imprese e quindi la crescita, superamento dell’impianto previdenziale della Fornero con l’introduzione di quota cento, per dare ai lavoratori anziani il meritato riposo ed allo stesso tempo permettere il necessario turn-over, un piano di assunzioni straordinarie per le forze dell’ordine, il dovuto risarcimento ai risparmiatori truffati dalle banche, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva, totale per il 2019 e al momento parziale per gli anni seguenti, la pace fiscale, per consentire ai piccoli imprenditori e commercianti in crisi di appianare i debiti col fisco e ripartire con le proprie attività. Misure che mettono al primo posto i cittadini, specie quelli fino ad ora esclusi. Ma non per meri fini di assistenza: si prevede infatti di dare un tale shock positivo all’economia da innescare una forte riduzione del debito pubblico nei prossimi tre anni. Una manovra innovativa. Nuova e diversa perché dopo anni di austerità punta finalmente sulla crescita, perché non tradisce le promesse elettorali e gli impegni contenuti nel contratto di governo, perché considera non solo i costi, ma anche e soprattutto i valori.