In attesa del nuovo governo, il Parlamento, piano piano, prova a mettersi in moto sul versante del lavoro. Il primo argomento di discussione all’ordine del giorno della Commissione speciale – in attesa che si insedino le Commissioni titolari – riguarda alcune modifiche alla disciplina del lavoro dei marittimi, con specifico riferimento all’attività sindacale. Si tratta dell’atto di governo numero 3 che recepisce le modifiche apportate dalla direttiva comunitaria 1794 del 2015, la quale, a sua volta, modifica quattro precedenti direttive del 1998, del 2001, del 2002 e del 2008. Nello specifico, si procede ad un ampliamento del campo di applicazione della normativa anche alle imprese di dimensione comunitaria e alle imprese marittime, individuate tenendo conto di alcuni parametri (numero dei lavoratori, un minimo di lavoratori per Stato membro, presenza, bandiera battente). Una modifica apportata appare volta a favorire dei rappresentanti dei lavoratori ai tavoli di consultazione e informazione. In caso di personale in missione, è adottabile una modalità di collegamento a distanza. Una terza modifica prevede un obbligo di comunicazione in caso di procedura di licenziamento collettivo, così come previsto dalla legge 223 del 1991, mentre una quarta attiene al trasferimento di azienda o di ramo di azienda, cui si applica la disciplina prevista dall’articolo 2112 del codice civile.