Economia
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Ripresa in frenata a inizio 2018

Molti gli indicatori in calo nei primi mesi

È stato un inizio anno caratterizzato da luci e ombre quello descritto dai vari indicatori economici. Se da un lato alcune organizzazioni mondiali parlano di «una crescita oltre le aspettative», allo stesso tempo alcuni fattori mostrano un’economia, sì in ripresa, ma ancora piuttosto lenta se confrontata con gli anni pre-crisi. Senza contare che, di fatto, nei primi mesi del 2018, l’economia ha rallentato anche rispetto alla fine del 2017. Qualche giorno faConfindustria ricordava come nel trimestre siano peggiorate le performance di indici come la produzione e gli ordini all’industria, le esportazioni, i consumi e lo stesso Pil. Partiamo da quest’ultimo: secondo il centro studi, l’andamento altalenante della produzione industriale, «potrebbe determinare una frenata del Pil nel primo trimestre, dopo il +0,3% nel quarto del 2017». Anche la Confcommercio sembra concordare sulla previsione: a fine marzo il Pil potrebbe aver registrato un aumento trimestrale di appena lo 0,1-0,2%. Dai nuovi calcoli per la rilevazione del Pil mensile, infatti, si nota come dopo il +0,1% di gennaio, il Pil sia rimasto totalmente fermo a livello congiunturale, comportando un rallentamento, mese dopo mese, anche della variazione tendenziale (+1,3% a febbraio e +1,2% a marzo e, stando alle previsioni, +1,1% ad aprile). Ancor peggio ha fatto la produzione industriale che, pur aumentando su base annua, a gennaio e febbraio è diminuita mensilmente dell’1,8% e dello 0,5%. In calo a gennaio anche il fatturato dell’industria, crollato del 2,9%, a causa del -2,8% registrato sia sul mercato nazionale che su quello estero. Giù anche gli ordinativi: -4,6% a gennaio su dicembre (-6,3% nazionali e -2,2% esteri) e -0,6% a febbraio (-1,1% nazionali e +0,1% esteri). In calo, come anticipato, anche le esportazioni (del 2,6% a gennaio e dello 0,6% a febbraio), mentre la domanda interna, nonostante il contributo alla crescita del Pil sia in ripresa rispetto agli anni precedenti, mostra ancora segnali di debolezza. L’ICC (l’Indicatore dei consumi della Confcommercio) è sceso dello 0,2% sia a gennaio che a marzo, riportando solo un lieve +0,1% a febbraio. A marzo i consumi risultano in calo anche rispetto allo stesso mese del 2017, -0,7%. Di conseguenza, anche le vendite al dettaglio sono scese: -1% in termini di volumi nell’arco del primo bimestre rispetto allo stesso periodo del 2017. Anche il dato trimestrale (dicembre-febbraio su settembre-novembre) è in flessione: -0,7%.

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Ufficiostampa