Il contrasto all’attività non regolamentata di Uber segna un punto. La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha infatti stabilito che gli Stati membri possono vietare l’esercizio illegale dell’attività di trasporto senza dover notificare alla Commissione europea il progetto di legge in via preventiva. Ciò è possibile perché Uber deve considerarsi come una società che rientra nel settore dei trasporti e non come una società che offre servizi digitali. La risposta è arrivata ad una interpellanza di un tribunale francese nell’ambito di una causa intentata dalla controllata francese della multinazionale californiana, la quale si è anche vista comminare una multa da 800mila euro. La sentenza avrà ricadute anche negli altri Paesi europei, i quali, se vorranno, potranno introdurre normative più stringenti, cosa che già fatta in Francia, Italia, Germania, Regno unito, Bulgaria ed Ungheria. La Corte Ue era già intervenuta su un ricorso presentato in Spagna.