di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Il 24 marzo ricorre il 68esimo anniversario dalla fondazione della Cisnal – Ugl, il nostro sindacato. La nostra sigla ha una lunga storia alle spalle, importanti stagioni di lotta con protagonisti donne e uomini di grande valore che hanno contribuito all’affermazione ed alla difesa dei diritti dei lavoratori nelle aziende e nella società. Forti di questa eredità guardiamo al futuro. Non solo al futuro della nostra organizzazione, ma soprattutto al futuro dell’Italia, dei suoi lavoratori, pensionati e cittadini, in un’osmosi che rispecchia la nostra visione di sindacato nazionale al servizio della Patria. I nostri obiettivi per gli anni a venire sono strettamente connessi alle sfide poste dall’economia globalizzata e dal proliferare di professioni nuove e di un’inedita organizzazione del lavoro. In questo contesto si stanno aprendo nuove sfide sul piano dei diritti, dei doveri, delle tutele e della rappresentanza sindacale. Il lavoro flessibile, precarizzato, individualizzato rende particolarmente importante riscoprire quel principio solidaristico che è alla base stessa della nascita del movimento sindacale. Per ridare forza ai lavoratori occorre ridare forza ai cosiddetti corpi intermedi, ed al sindacato in particolare, oggi ancor più indispensabile per riportare la questione sociale al centro dell’agenda politica. Non solo nel confronto con il governo nazionale ma anche con le istituzioni sovranazionali ed in particolare con quelle europee, per battersi efficacemente contro i mali del nostro tempo: precarietà, bassi livelli salariali, delocalizzazioni e dumping sociale. Occorre porre rimedio alle crescenti disuguaglianze sociali attraverso una più equa distribuzione del lavoro e, quindi, della ricchezza operando una nuova “etica dello sviluppo” dato che l’attuale sistema economico-finanziario ha ormai dimostrato di essere insostenibile. Bisogna pensare ad un rinnovato modello di relazioni sindacali autonomo e innovativo, che sappia riconoscere alle singole categorie il compito da dare al peso della contrattazione di primo e di secondo livello tenendo conto anche delle esigenze dei territori e che sappia sviluppare modelli contrattuali capaci di incentivare la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese e nuove forme di welfare aziendale in una più moderna strutturazione dei tempi di lavoro e di vita. L’Italia ha poi urgente necessità di sviluppo ed innovazione, serve quindi nuova linfa vitale generata dalle competenze delle giovani generazioni, possibile solo attraverso un solido sistema di formazione, non solo per il rilancio dell’economia, ma anche per la riduzione delle disuguaglianze e dell’immobilità sociale. Queste sono le nostre sfide. Saper cogliere, interpretare, trasformare l’avvenire ancor prima che accada, perché il nostro ruolo, dal 1950, è quello costruire il futuro del lavoro.