Meno di tre settimane alla scadenza. Entro il 31 marzo, infatti, tutti i potenziali interessati ad accedere alla cosiddetta Ape sociale dovranno presentare domanda all’Inps per vedersi certificare il diritto ad accedere allo strumento che permette di lasciare in anticipo il lavoro con una indennità riconosciuta dallo Stato. Siccome l’accesso all’Ape sociale è condizionato alla disponibilità di risorse, è di tutta evidenza che i potenziali beneficiari farebbero bene ad inoltrare la domanda prima di Pasqua, anche con il supporto di un ente di patronato per evitare eventuali errori od omissioni che potrebbero pregiudicare il buon esito della richiesta. Ricevuta la domanda, l’Inps ha tempo fino al 30 giugno per dare una risposta in un senso o nell’altro. Superata la scadenza del 31 marzo, gli interessati possono comunque presentare domanda entro il 30 novembre, senza però avere la certezza assoluta che la loro domanda potrà essere soddisfatta, in quanto, a quel punto, molto dipenderà dal monitoraggio sulle risorse effettuato dall’Inps. Condizione per poter presentare la domanda è il rispetto di alcuni requisiti di età (almeno 63 anni), contributivi (30 o 36 anni a seconda delle categorie, con bonus per le lavoratrici madri) e di status (lavoratore licenziato o dimesso privo di Naspi, assistenza di un familiare, invalidità civile, aver svolto lavorato in una delle quindici attività gravose; ogni casistica ha delle specifiche da rispettare).