Ryanair apre ai piloti di Anpac, firmando un accordo dopo quasi due mesi di trattative, ma sembra dimenticare i contenuti dello Statuto dei lavoratori. Lo scarso feeling della Compagnia irlandese con il sindacato è noto da tempo, anche ai giudici del lavoro che non più tardi del 5 febbraio scorso hanno condannato l’operatore per condotta antisindacale. Come si ricorderà, Ryanair ha convocato i rappresentanti dei piloti italiani dopo lo sciopero del dicembre scorso, quando fu costretta a sopprimere numerosi voli. Sul tavolo del confronto, questioni aperte da tempo, dal riconoscimento professionale alle retribuzioni, passando per la contribuzione previdenziale, tutti aspetti sui quali l’Ispettorato nazionale del lavoro, lo stesso Ministero del lavoro e l’Inps vigilano da anni con alterne vicende. Ora il riconoscimento dell’Anpac come interlocutore, se da una parte può essere letto come una apertura interessante, dall’altra stride con la legge 300 del 1970 che impone all’azienda di trattare tutte le organizzazioni sindacali con pari dignità. In altri termini, occorre ora capire come intenderà procedere Ryanair. Convocando tutte le organizzazioni sindacali, avrà rispettato alla lettera il dettato della normativa vigente in Italia, viceversa si esporrebbe ad iniziative che avrebbero una quasi naturale evoluzione dentro un’aula di tribunale. Insomma, le prossime ore saranno quelle decisive.