Nel 2017 il valore delle esportazioni di vino italiano è aumentato del 7% rispetto al 2016 arrivando toccare i sei miliardi di euro. Un record storico che, come spiega la Coldiretti, conferma il successo della prima voce dell’export agroalimentare nazionale. Un dato che rincuora, soprattutto dopo il crollo, di oltre 20 punti percentuali, della produzione rilevato nel corso della vendemmia di quest’anno. Coldiretti ricorda infatti che nel 2018 il Paesedovrà dire «addio ad una bottiglia di vino Made in Italy su quattro», rimanendo comunque in testa alla classifica mondiale dei produttori.
Dall’analisi emerge poi che nel 2017 le vendite di vino verso gli Stati Uniti sono aumentate del 6%, rimanendo il nostro primo mercato di destinazione. Una tendenza che però nell’arco dei prossimi dodici mesi potrebbe indebolirsi a causa dell’apprezzamento dell’euro(la moneta unica, al cambio con il dollaro, ha toccato il valore più alto degli ultimi tre anni). Tra i principali mercati di riferimento troviamo poi la Germania, dove l’aumento delle esportazioni di vino prodotto in Italia sono aumentate del 3%, e il Regno Unito, con un +8%. Piuttosto marcato l’incremento delle vendite registrato in Russia: +47%. La bevanda è uno dei pochi prodotti del Made in Italy non sottoposti all’embargo di Mosca. Osservando l’andamento delle diverse categorie di prodotto si nota come a spingere la crescita del vino italiano siano soprattutto le bollicine, per le quali si registra un valore delle vendite vicino agli 1,2 miliardi di euro (+15%).