di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Eccoci, siamo arrivati. La XVII legislatura è agli sgoccioli. Entro le prossime quarantott’ore, al massimo il 29 dicembre in mattinata, il Presidente Mattarella dovrebbe procedere allo scioglimento delle Camere in vista delle prossime elezioni, previste per marzo 2018. La Legislatura che sta per concludersi, con i deputati e senatori insediatisi nel 2013 sulla base di un risultato elettorale inedito con la presenza di tre poli, centrodestra, centrosinistra e cinque stelle, ha rappresentato una cesura rispetto al ventennio precedente al punto da dar vita a una nuova fase nella storia politica italiana, una vera e propria Terza Repubblica. In questo contesto è maturato un quinquennio anomalo, caratterizzato da governi –Letta, Renzi e infine Gentiloni – aguida Pd,privi di una piena legittimità politica efondati sul necessario appoggio di estrema sinistra e centristi, che, nonostante la mancanza di un chiaro sostegno degli elettori, grazie al gioco dei numeri in Parlamento ed a suon di provvedimenti di fiducia, hanno imposto al Paese riforme sostanziali e provvedimenti drastici,in materie delicate, dal lavoro alle pensioni, dai diritti civili alla gestione delle migrazioni, dalla scuola alle banche, se non in spregio quantomeno in assenza di una conclamata volontà popolare a supporto delle proprie tesi. Ebbene, questa legislatura sta – fortunatamente – per terminare. I governi a guida Pd si lasciano alle spalle un Paese in crisi, con 160 grandi vertenze ancora aperte, in cui la debole ripresa è appannaggio di pochi mentre i molti continuano a soffrire un peggioramento costante delle condizioni di vita e di lavoro, con un ampliamento drammatico della platea di cittadini in stato di povertà assoluta o relativa. In questo contesto c’è chi si augura un’ennesima forzatura, un prolungamento innaturale di una così debole Legislatura per consentire al Governo un nuovo smacco alla volontà popolare con l’imposizione agli Italiani della riforma della legge sulla cittadinanza. Lo Ius Soli. Una legge, se non dannosa, quantomeno inutile e sicuramente non urgente dato che tutti i residenti nel Paese, italiani o stranieri che siano, godono già di pari diritti in tutti i settori del vivere civile. Perché non attendere le elezioni, che si terranno a breve, per conoscere la volontà degli Italiani sulla questione? Perché imporre attraverso l’ennesima votazione – di fiducia – a favore di un Governo già debole e in scadenza un’estensione del diritto di cittadinanza proprio ora, in tempi di crisi, emergenza migranti e terrorismo?Si tratterebbe dell’ennesima prova di forza di un Esecutivo fondato su una maggioranza stiracchiata e di una politica di sinistra ormai prigioniera delle proprie velleità ideologiche, definitivamente distante dalla realtà e palesemente indifferente se non ostile nei confronti della sovranità popolare.