Se non cambia l’approccio, difficilmente si avranno delle soluzioni condivise e ragionevoli alla grande questione della mobilità non di linea nelle grandi città. L’ennesimo grido di allarme lanciato dalle organizzazioni di rappresentanza dei tassisti non è stato colto come si doveva, cosa che non sorprende, visto che sono almeno dieci anni che il tema è sul tavolo del Ministro di turno senza che si trovi una soluzione che contrasti l’esercizio abusivo della professione. Se prima la questione era quella della convivenza fra tassisti ed Ncc, oggi la partita è diventata a tre, con la presenza di Uber, la quale peraltro si è appena saputo che ha subito il furto delle identità di circa 57 milioni di clienti.