Bruxelles evidenzia il peso dei soccorsi in mare per il nostro Paese, promuovendo però l’impegno del governo nell’applicazione delle nuove norme

I flussi migratori rappresentano da sempre uno dei dossier europei più importanti. Rispetto al passato, però, nell’ultimo biennio sono stati registrati significativi miglioramenti. Secondo un rapporto curato dalla Commissione europea, gli attraversamenti illegali delle frontiere si sono più che dimezzati, segnando un ulteriore calo di oltre un terzo nel primo semestre del 2026. Anche i movimenti non autorizzati e le domande di asilo sono diminuiti in modo significativo — rispettivamente del 22 e del 19% nel 2025 —, mentre il tasso di rimpatrio a livello UE ha superato il 30%. In un contesto complessivamente in miglioramento, resta tuttavia una manciata di Paesi «soggetti a pressioni», tra i quali figura l’Italia. Per Bruxelles, il nostro Paese «è soggetto a pressioni migratorie a causa di un numero sproporzionato di arrivi a seguito di operazioni di ricerca e soccorso in mare». Nella gestione dei flussi vengono comunque riconosciuti all’Italia diversi meriti: la Commissione sottolinea come il Paese «abbia dimostrato un impegno costante e compiuto passi significativi nell’attuazione delle nuove norme, tra cui le procedure di screening, le procedure di frontiera e il sistema Eurodac». Il report evidenzia inoltre gli «sforzi notevoli» del governo italiano «per applicare le nuove norme sulla responsabilità, stabilendo contatti bilaterali con altri Stati membri, in particolare con quelli che registrano il maggior numero di casi che coinvolgono l’Italia». Insieme all’Italia, l’elenco comprende Grecia, Spagna e Cipro. Questi Paesi, spiega Bruxelles, potranno accedere al «bacino di solidarietà», che prevede una quota di ricollocamenti dei richiedenti asilo e i relativi contributi finanziari.