«Una necessità ormai improcrastinabile», la lettera del premier al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa
Parlare con una sola voce sulla questione ucraina, definita una «necessità ormai improcrastinabile». È il fulcro della lettera che il premier Giorgia Meloni ha inviato al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, come riferito dai media. La missiva nasce da quella che Meloni ritiene un’esigenza a livello europeo, mettendo in fila una serie di eventi recenti. «Sono convinta – scrive il presidente del Consiglio – che tutti ci rendiamo conto di come, dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui». «Non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato – è il chiarimento di Meloni –. Sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo né per me né per l’Italia. Quando abbiamo potuto, non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo e non lo faremo domani. Ma non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere. Il risultato ci sta molto più a cuore del formato e perché l’Europa possa ambire a determinarlo deve parlare con una voce sola e autorevole». Di qui la richiesta, alla fine della lettera, «che nel prossimo Consiglio europeo informale di Dublino la questione venga discussa, affinché» a dicembre «sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati». «In caso contrario – conclude Meloni –, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale».