di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Il via libera definitivo al disegno di legge “Coltiva Italia” rappresenta un passaggio significativo per il rafforzamento dell’agricoltura, uno dei comparti strategici dell’economia nazionale. Lo stanziamento di 1,14 miliardi di euro costituisce un investimento importante per modernizzare il sistema agroalimentare, sostenere le filiere produttive e l’occupazione nel settore, tutelare il Made in Italy e consolidare la sovranità alimentare del Paese, elemento fondamentale specie nell’attuale scenario internazionale. Per questo l’Ugl guarda con favore a un provvedimento che da un lato individua nell’agricoltura una leva di sviluppo economico, coesione territoriale e crescita occupazionale e, dall’altro, in un contesto internazionale segnato da instabilità dei mercati, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento, intende rafforzare la produzione nazionale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire maggiore sicurezza alimentare. In questa direzione vanno i finanziamenti destinati agli allevamenti, al settore olivicolo e alle filiere strategiche, insieme al rifinanziamento del Fondo per la sovranità alimentare e agli interventi a sostegno della cerealicoltura, fondamentali per assicurare maggiore stabilità ai redditi degli agricoltori e condizioni più eque lungo la catena del valore. Particolarmente rilevante è l’attenzione riservata al ricambio generazionale. Le risorse pari a 150 milioni di euro in incentivi per donne e under 41 e la disponibilità di oltre 8.400 ettari di terreni attraverso la Banca delle terre Ismea rappresentano un’opportunità concreta per chi intende investire nell’attività agricola. Aprire le porte delle imprese alle nuove generazioni significa contrastare lo spopolamento delle aree rurali, promuovere l’imprenditorialità e preservare competenze e tradizioni che costituiscono un patrimonio del Paese. Ma si guarda anche alla ricerca e all’innovazione, con il potenziamento del Crea, e al contrasto alle emergenze sanitarie, come Xylella e Peste suina, che mettono a rischio continuità produttiva e occupazione. Le semplificazioni, la possibilità di regolarizzare alcune violazioni attraverso la diffida e la digitalizzazione dei servizi con Agea-It possono alleggerire gli oneri burocratici, mentre i maggiori controlli e gli strumenti scientifici contro le frodi tutelano l’autenticità delle produzioni italiane e contrastano la concorrenza sleale. L’ampia convergenza parlamentare che ha portato all’approvazione della legge dimostra che sicurezza alimentare, tutela del territorio e tenuta delle filiere sono priorità nazionali ampiamente condivise e questo è un segnale positivo. Ora occorre tradurre le risorse in opportunità concrete, potenziando la filiera ed investendo parallelamente nella qualità del lavoro, nella salute e sicurezza, in salari dignitosi, contratti rispettati e occupazione stabile.