Alla vigilia della Cop31 di Antalya, il nuovo report della Sanità mondiale quantifica i vantaggi di investimenti mirati

L’applicazione globale di sei misure in ambito climatico e sanitario potrebbe salvare milioni di vite, generando anche vantaggi economici e fiscali per miliardi di dollari. Lo sostiene l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, in un rapporto, “Global Benefits and costs of prioritized actions on climate change and health”, pubblicato oggi, a una manciata di giorni dalla Cop31, la 31ª Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma dal 9 al 20 novembre, ad Antalya, in Turchia. «La crisi climatica è una crisi sanitaria, ma gran parte dei danni che provoca può essere evitata grazie a strumenti di cui disponiamo già», ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, commentando il dossier. Secondo il documento, si potrebbero ottenere benefici in termini di benessere economico pari a 3.900 miliardi di dollari l’anno, dal punto di vista fiscale 5.400 miliardi di dollari annui in più in entrate erariali, e salvare 1,6 milioni di vite umane, introducendo sistemi di allerta precoce per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di approvvigionamento d’acqua potabile resilienti al clima, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e la pulizia delle mani, combustibili e tecnologie più puliti per la cottura dei cibi e il riscaldamento domestico e, infine, politiche di tariffazione efficiente dei combustibili fossili. «Tali azioni potrebbero contribuire a evitare l’emissione di 16,7 miliardi di tonnellate di CO2», stima l’Oms, sostenendo che ogni dollaro investito generi ritorni per 24 dollari. «Tali benefici risulterebbero ancora più significativi nei paesi a basso e medio reddito, contribuendo a ridurre le disuguaglianze in ambito sanitario ed economico», conclude il rapporto.