L’ultima manovra, sociale, del governo Meloni
Non ancora discusso il nuovo decreto bollette con misure sul prezzo del gas e dell’energia elettrica
Vale complessivamente circa 26 miliardi di euro, prevede l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% per i redditi fino a 55mila euro (pari ad un «beneficio di 500 euro l’anno» e alla rinuncia da parte dello Stato di 21 miliardi), per gli under 30 arriva un premio fino a 2.500 euro, tassato all’1%, voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28 mila euro l’anno (circa 5 milioni e mezzo di persone), per ogni nuovo nato l’Inps aprirà una posizione previdenziale con una quota di 100 euro di benvenuto da parte dello Stato, per la flat tax cresce la soglia per accedere al regime da 85 a 100mila euro e di conseguenza crescerà anche la platea, confermati tutti i provvedimenti della manovra 2026 che sarebbero terminati alla fine di quest’anno per un totale di 9 miliardi di euro e cioè gli investimenti nella Zes unica del Mezzogiorno, il bonus per le mamme lavoratrici, la super deduzione del costo del lavoro al 120% (“più assumi meno paghi”), misure su pesca e agricoltura, l’azzeramento dell’Irpef per gli agricoltori, le agevolazioni per il gasolio agricolo, confermata anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali chiesta dai sindacati e che «ha incentivato il rinnovo dei contratti per oltre 4.250.000 lavoratori», diventa strutturale la cancellazione del bollo auto sulle auto di piccole e medie potenza fino a 80 kW e sulle moto (circa il 70% dei veicoli in circolazione). Sono questi i punti salienti dell’ultima manovra di bilancio del governo Meloni, che si appresta a concludere la legislatura, e che ieri lo stesso premier ha presentato nel corso di una dinamica conferenza stampa.
Le priorità della legge di bilancio, ispirata comunque ad una doverosa prudenza essendo ancora l’Italia sottoposta alla procedura per deficit eccessivo, sono chiare: alleggerire il peso delle imposte, sostenere i redditi, dare qualche certezza in più ai giovani e intervenire su settori dove la domanda di risorse è ormai strutturale. Un altro aspetto importante da considerare è quello delle coperture cioè delle risorse che servono a finanziare le misure della manovra: oltre 5 miliardi arriveranno dal settore finanziario e cioè banche e assicurazioni, con le quali, tuttavia, diversamente dal passato, il governo non ha raggiunto un accordo preventivo; dall’aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax; dalla flessibilità europea con la clausola di salvaguardia su energia e difesa, per un totale di oltre 12 miliardi di euro. Alle società energetiche viene richiesto un ulteriore sforzo da circa 700 milioni di euro, oltre a quello già previsto per finanziare gli interventi contro il caro bollette, contenuti in un nuovo decreto, ma non ancora discusso; altri 700 milioni arriveranno dal comparto dei giochi. Nel complesso, queste ultime voci assicurano oltre 6,4 miliardi di euro e aiuteranno a finanziare la climatizzazione delle scuole, l’efficientamento energetico di ospedali, università e impianti sportivi, gli interventi a sostegno delle imprese energivore e delle piccole e medie imprese e investimenti nella mobilità ferroviaria sostenibile.
La manovra interviene anche sulla casa: la cedolare secca per gli affitti a canone concordato scende dal 10 al 5%, mentre per gli under 35 viene indicata un’aliquota dell’1% e, per la prima volta, cedolare secca anche sugli immobili commerciali, fissata al 21%.