Diminuisce la disoccupazione fra le donne e i giovani; aumenta l’inattività maschile

Saldo degli occupati a settembre invariato rispetto al mese precedente, ma con delle dinamiche diverse fra le diverse fasce di età, tipologia contrattuali e sesso. Su base annuale, comunque, si registrano quasi 200mila posti di lavoro in più. Andando per ordine, l’occupazione fra agosto e settembre 2026 cala fra gli uomini, nei posti fissi e nella fascia di età compresa fra 35 e 49 anni, mentre cresce fra i giovani, gli over 50 anni, il lavoro autonomo e, soprattutto, fra le donne con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Su giovani e donne è evidente l’impatto positivo derivante dalle politiche del governo in materia di sostegno all’occupazione, come chiesto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl in diverse occasioni formali. Tornando ai numeri, il tasso di occupazione è al 63%, con un incremento su base annuale dello 0,8%, in sostanziale linea con il prodotto interno lordo. In totale, il numero di occupati è pari a 24 milioni e 328mila unità. Andando a guardare alle diverse componenti professionali, i dipendenti con contratto stabile sono poco meno di 16,5 milioni, mentre i dipendenti a termine sono 2,567 milioni e gli autonomi 5,270 milioni. Sul versante opposto, la disoccupazione resta al 6,3%, mentre la disoccupazione giovanile scende al 19,9%. Resta stabile, invece, la percentuale dell’inattività, ferma al 32,7%, con aumento fra gli uomini e diminuzione fra le donne e i giovani.