Il commento del premier in un video diffuso sui social. Tajani: «Così si mette in pericolo la sicurezza del paese»
«Lo dico senza mezzi termini. Considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram “Movimento 17 ottobre”, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni, che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano. Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali». Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta in un messaggio video diffuso via social, dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, tornato in libertà. «Davvero – ha commentato Meloni – non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura». Anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto sull’accaduto. «Youssef Siher, accusato di istigazione a delinquere con finalità terroristica, torna a casa: per una giudice non è abbastanza pericoloso da restare in carcere. E se alle prossime manifestazioni ci saranno nuove violenze e danni, chi pagherà? La giudice? Youssef?», ha scritto in post su X che accompagna un suo commento video. «Considero estremamente grave – ha invece scritto l’altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il quale ha affidato anche lui il suo pensiero ai social – la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, ritenuto uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del paese. Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità». Da parte della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati è arrivata in una nota ripresa dalle agenzie di stampa «la piena solidarietà alla gip di Milano». «Le decisioni dei magistrati – sostiene l’Anm – si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile».