Il benessere come condizione per ridurre il fenomeno infortunistico
Il tema del benessere e, quindi, della salute mentale all’interno dei luoghi di lavoro e negli altri aspetti di vita irrompe decisamente nel dibattito quotidiano. Il prossimo 11 novembre è, infatti, in calendario l’avvio ufficiale della nuova campagna dell’Agenzia europea salute e sicurezza (Ue-Osha) denominata, non a caso, “Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro”. L’iniziativa, come le altre che saranno adottate nei prossimi due anni, è curata da Inail, in quanto focal point nazionale dell’Agenzia europea, con il supporto e il sostegno di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle associazioni datoriali. La campagna è già stata lanciata a Bruxelles lo scorso 13 ottobre. Nelle prossime settimane, le parti sociali saranno convocate dall’Inail per la definizione dei vari aspetti connessi alla promozione della campagna nel nostro Paese, dalle pubblicazioni agli eventi collaterali. Particolare attenzione, al solito, verrà riposta nella individuazione delle migliori pratiche adottate in ambito aziendale. Intanto, la questione della salute mentale è stata analizzata anche all’interno del Rapporto Istat sul benessere equo e sostenibile. L’indice nazionale di salute mentale, calcolato su tutte le attività quotidiane, è di 68,7 punti, sostanzialmente stabile rispetto al 2024, con un impatto maggiore sui giovani, anche a causa del lavoro che si fatica a trovare o è precario.