Descalzi (Eni), «Oggi si combatte per chi ha l’energia, l’Europa sbaglia»

Crisi energetica, «se l’Europa subisce questa situazione, è colpa dell’Europa». Non l’ha di certo mandata a dire all’UE Claudio Descalzi, amministratore delegato della multinazionale “energetica” italiana, in occasione della prima edizione del Forum Economico Moneta. Ancora peggio, «se l’Europa non capisce che la competizione è sulla vera energia, sull’avere o non avere energia, e poi è vittima perché è esclusa da questa competizione, non è esclusa: partecipa ma non la vince». Descalzi vede l’Europa poco consapevole degli errori commessi e di ciò che sta ancora accadendo: «Si sta combattendo per chi avrà la supremazia dell’energia», ma l’Europa «non ha ancora identificato il problema e non lo sente come impellente». Alla domanda, «chi ha energia adesso?», l’ad di Eni risponde: «Gli Stati Uniti, i paesi del Golfo, la Russia, l’Iran» e, dall’altra parte, la Cina «che sta crescendo in AI e in hyperscale data center e ha bisogno di energia». Dunque, l’Europa è vittima? «Se lo è, è colpa dell’Europa», perché «non ha considerato l’energia come qualcosa di centrale ma solo di accessorio». Poi, il monito più duro: «Non dobbiamo far diventare le tecnologie un’ideologia». «Le rinnovabili sono diventate un’ideologia per dare contenuto politico a un vuoto assoluto», ha affermato, indicando ciò che ha impedito all’Europa di affrontare la competizione internazionale. D’altronde, gli investimenti nell’industria del petrolio e del gas si sono ridotti sensibilmente negli ultimi quindici anni, contribuendo a limitare la disponibilità di risorse energetiche a fronte di una domanda che ha continuato a crescere. Oltretutto, «l’elettrificazione dei consumi non garantisce automaticamente l’abbattimento delle emissioni di CO2, perché occorre considerare anche le fonti utilizzate per produrre l’energia elettrica». Dati i macroscopici errori, allora qual è la soluzione? Per Descalzi è «aprire gli occhi, pragmatismo, nuova leadership». E poi serve un mix, perché «l’elettricità è un’energia secondaria: devi avere qualcosa per produrla, carbone, gas, nucleare, rinnovabili». Così anche «l’Africa può rappresentare per l’Europa un’area strategica di approvvigionamento energetico». Quanto al nucleare, «sappiamo benissimo che dobbiamo farlo», «però le soluzioni ci servono oggi e domani».