Comparti produttivi
Nel 2024, l’incidenza del lavoro irregolare sull’occupazione totale aumenta in numerosi settori di attività economica. Gli unici comparti in controtendenza sono stati quelli dell’Istruzione, sanità e assistenza sociale e degli Altri servizi alle imprese che segnano un calo, rispettivamente, di 0,2 e 0,1 punti percentuali. I comparti nei quali si osserva l’aumento più consistente del tasso di irregolarità sono gli Altri servizi alle persone (+0,9 punti percentuali), l’Agricoltura, Silvicoltura e Pesca e le Costruzioni (+0,8 punti in entrambi). Crescite più contenute si rilevano nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione e nella Produzione di beni di investimento (+0,5 punti percentuali per entrambi), nella Produzione di beni intermedi, energia e rifiuti (+0,3 punti), nella Produzione dei beni alimentari e di consumo (+0,2 punti) e nei Servizi professionali (+0,1 punti). In Agricoltura, settore fortemente caratterizzato da una significativa presenza di lavoro irregolare, la crescita del tasso complessivo, che passa dal 17,6% del 2023 al 18,4% del 2024, è interamente riconducibile alla componente indipendente, il cui tasso di irregolarità aumenta di 1,1 punti percentuali. Per i dipendenti si è registrata, invece, una flessione di 0,3 punti percentuali, in controtendenza rispetto a tutti gli altri settori, nei quali il tasso di irregolarità della componente dipendente risulta in aumento. Per gli indipendenti, nel 2024 il tasso di irregolarità raggiunge il livello più alto dall’inizio delle serie storiche nei settori dell’Industria in senso stretto (12,6%), nel Commercio trasporti, alloggio e ristorazione (16,8%) e negli Altri servizi alle persone (21,2%). Nel complesso, l’incidenza del lavoro irregolare è più rilevante nel terziario (14,2%) e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli Altri servizi alle persone (41,4%), dove si concentra la domanda di prestazioni lavorative non regolari da parte delle famiglie. Molto significativa risulta la presenza di lavoratori irregolari in Agricoltura (18,4%), nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,5%) e nelle Costruzioni (13,6%). Complessivamente, nei settori degli Altri servizi alle persone e del Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione si concentra circa il 62% delle Ula non regolari totali (quota che sale al 65,4% per le Ula dipendenti e si attesta al 52,1% per quelle indipendenti). Nell’Industria in senso stretto, dove la diffusione del lavoro irregolare è più contenuta (6,0%), il comparto della Produzione di beni alimentari e di consumo presenta il tasso di irregolarità più elevato (7,9%).