Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, osservando che questa tendenza negativa trova ulteriore conferma nei primi dati provvisori del 2026
In Italia il declino demografico prosegue. Nel 2025 i nuovi nati sono stati appena 355.772, registrando una contrazione del 3,8% rispetto all’anno precedente, pari a circa 14 mila bambini in meno. Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, osservando che questa tendenza negativa trova ulteriore conferma nei primi dati provvisori del 2026: tra gennaio e luglio le nascite si sono attestate a quota 196.864, in ulteriore calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Parallelamente al crollo dei nuovi nati, scende anche il tasso di fecondità generale, che tocca un nuovo minimo storico. Nel 2025 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, in calo dall’1,18 del 2024, mentre le prime proiezioni relative ai primi sette mesi del 2026 evidenziano un’ulteriore flessione a 1,13. Dall’analisi dei dati emerge inoltre un profondo divario legato al titolo di studio delle madri. Le donne laureate tendono ad avere meno figli e a un’età più avanzata: per questo gruppo si registra una fecondità media di 1,09 figli e un’età al parto di 34,9 anni. Al contrario, tra le donne in possesso di licenza media la fecondità sale a 1,58 figli per donna e l’età media scende a 29,7 anni. Non mancano infine dettagli sulle preferenze e sulle consuetudini dei neo-genitori. Per quanto riguarda le scelte anagrafiche, anche nel 2025 Sofia e Leonardo si confermano i nomi più amati per le bambine e i bambini. Cresce intanto la quota di neonati che ricevono il doppio cognome, sia del padre che della madre, passata dal 6,7% del 2024 al 7,3% nel 2025.