Oggi a Oslo i colloqui con l’inviato speciale Steve Witkoff

«Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio, ci aspetteremmo che l’America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ne sono certo, ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad aiutarci nemmeno con questa opzione». Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ripreso da Ukrinform e altri media internazionali, durante un collegamento con una delegazione bipartisan del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Con gli attacchi russi che negli ultimi giorni hanno registrato una maggiore intensità, Zelensky ha ribadito che almeno in tre occasioni gli Usa non hanno condiviso informazioni, indebolendo le capacità di difesa delle forze ucraine. Ora gli occhi degli osservatori sono però rivolti a Oslo, dove Zelenky incontra oggi l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, i rappresentanti dei paesi E4 (Regno Unito, Francia, Germania, Polonia) e funzionari di UE e NATO per colloqui finalizzati a trovare una soluzione al conflitto. Dall’altro lato, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe, ha dichiarato che Mosca apprezza «gli sforzi di mediazione dei negoziatori statunitensi». Secondo Axios, Witkoff è atteso poi a Mosca dopo gli impegni di Oslo.