“Blue monday”: dall’ex Ilva all’autotrasporto proseguono le proteste.  Temi irrisolti che arrivano e nascono da scelte fatte o non fatte a Bruxelles

Verità e strumentalizzazioni si confondono in questioni che, a partire da quanto accaduto ieri a Milano, passando per le proteste degli operai ex Ilva fino allo stop dell’autotrasporto, a causa dei costi esorbitanti dei carburanti, possono essere tutte ricondotte a scelte precise o mancate scelte fatte dall’UE. L’esito dell’ultimo Consiglio europeo non è che evidente riflesso della situazione di stallo esistente su diversi e dirimenti temi. A Genova, gli operai dell’ex Ilva hanno occupato l’area partenze dell’aeroporto Cristoforo Colombo e sono entrati nello scalo fino ai controlli di sicurezza. La protesta è arrivata in seguito alla comunicazione dei Commissari dell’acciaieria di un periodo di cassa integrazione a partire da novembre per quasi la totalità dei dipendenti del sito di Cornigliano e così l’assemblea ha stabilito la ripartenza della mobilitazione. Una protesta che si annuncia a oltranza, finché non arriveranno notizie da Roma e certezze sulla continuità occupazionale. Una comunicazione, quella della cassa integrazione, che complica una situazione già fortemente compromessa dalle sentenze che hanno decretato la chiusura dell’aera a caldo di Taranto e che getta un’ombra su un’altra lettera, quella inviata da Acciaierie d’Italia a Regione Liguria e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi, affinché, oltre a Taranto, non si fermi anche Genova. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha rassicurato in merito: «Ho già parlato con i commissari sabato. Bisogna evitare messaggi controproducenti. Sono fiducioso, ma soprattutto è doveroso trovare una soluzione: faremo tutto il possibile perché la vertenza venga gestita con intelligenza». Nel frattempo, continua la mobilitazione di autotrasportatori, che si aspettano il rispetto di precisi impegni da parte del governo, e agricoltori contro il rincaro dei carburanti.  Oggi camion e trattori hanno continuato a presidiare diversi snodi stradali in Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia mentre a Napoli i tir hanno bloccato il varco Bausan al porto. Stazioni di servizio senza carburante, supermercati in cui scarseggiano diversi prodotti, soprattutto quelli freschi. Le proteste stanno provocando ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci. Che ruolo ha l’UE in entrambi i casi? Sull’ex Ilva, pesano normative e sentenze in tema di aiuti di Stato, transizione ecologica e tutela della salute; in particolare, i piani europei legati al Green Deal impongono obiettivi stringenti di riduzione delle emissioni industriali. Sempre il Green Deal e il sistema degli ETS esteso al settore marittimo entrano in gioco per l’autotrasporto, così come più in generale le politiche ambientali, fiscali e di regolamentazione dei trasporti stabilite dall’UE.