Arriva, intanto, la prima stima dell’impatto della prossima legge di bilancio
In contemporanea con le prime concrete indicazioni sulla prossima legge di bilancio, arriva quasi a dama una delle misure che dà seguito alle precedenti manovre finanziarie, contenuta nel cosiddetto decreto Primo maggio. Parliamo della decontribuzione riconosciuta alle imprese che acquisiscono la certificazione di parità che attesta l’adozione di misure di conciliazione vita-lavoro. Lo sgravio è pari all’1% dei contributi previdenziali versati, fino ad un tetto massimo di 50mila euro. Il via libera del Ministero del lavoro è arrivato nelle scorse ore con la pubblicazione del decreto attuativo 151/2026; mancano, però, ancora le istruzioni Inps sulle modalità di accesso e sulla procedura. Intanto, arriva una prima quantificazione delle risorse destinate alla manovra. La prima stima, in attesa di eventuali aperture da Bruxelles, dovrebbe valere 23,5 miliardi euro. Cinque miliardi sono destinati alle famiglie, mentre 3,1 miliardi saranno impiegate per le infrastrutture, in particolare ferroviarie e scolastiche, e 4,5 miliardi per la difesa. Il fondo ordinario per la spesa sanitaria nazionale, già incrementato in passato, è destinato a crescere ulteriore per 2,4 miliardi di euro. Gli incentivi alle imprese pesano per 3,3 miliardi. Sul versante delle entrate, il governo punta ad un taglio delle risorse ai ministeri e ad un contributo dal sistema bancario e assicurativo diluito negli anni.