PA, «lo stress del PNRR l’ha cambiata». Così per Brunetta (Cnel) che, aggiunge, sono «primi risultati ma non tutto allo stesso passo»

Messa sotto stress dal PNRR, la Pubblica amministrazione italiana ne è uscita cambiata. È questo il quadro emerso dalla “Relazione annuale sui servizi pubblici 2026” del CNEL, presentata oggi a Villa Lubin dal presidente Renato Brunetta e indirizzata al Parlamento e al Governo. Con circa 115 miliardi di euro di investimenti localizzati nelle Regioni, il Piano ha portato oltre 3 milioni di persone nei percorsi delle politiche attive del lavoro, 3.525 nuovi autobus nel trasporto pubblico locale, l’assistenza domiciliare a quasi un ultrasessantaquattrenne su dieci. La riforma del reclutamento, avviata nel 2021 nel quadro del PNRR, con la digitalizzazione delle prove e la nascita del portale unico, è ormai a regime. Nel 2025, il portale inPA conta 2,7 milioni di utenti registrati, più della metà sotto i quarant’anni, e circa 204 mila posti messi a bando nell’anno. La durata media dei concorsi è scesa a circa 180 giorni, a fronte dei circa due anni che servivano prima della riforma. Dunque, lavorare per target e milestone, entro scadenze certe, per obiettivi misurabili e con l’obbligo di rendere conto dei risultati, ha modificato il modo di operare degli uffici, centrali e locali, che hanno risposto in maniera positiva e soddisfacente, contribuendo alla riuscita del Piano. Le riforme varate con il PNRR, a partire dal 2021, hanno ridisegnato le regole per selezionare e formare il personale e per programmarne i fabbisogni, innestandosi sulla cultura della performance e della valutazione, introdotta più di quindici anni fa con la riforma del lavoro pubblico del 2009. Il PNRR si chiude, «ma il metodo che ha portato nella PA deve diventare permanente», è il messaggio del presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), Renato Brunetta, che ha aperto a Villa Lubin la presentazione della Relazione 2026 sulla qualità dei servizi resi dalle amministrazioni centrali e locali a cittadini e imprese. «Per cinque anni gli uffici pubblici hanno lavorato con il cronometro dei target e delle milestone in mano, una verifica ogni sei mesi, ogni rata europea legata a un risultato», ha ricordato Brunetta. «Nella pubblica amministrazione il PNRR ha lasciato soprattutto un metodo e quel metodo ha già cominciato a generare altre riforme». Il “metodo PNRR”, secondo Brunetta, deve diventare «un metodo permanente di amministrazione e di governo, oltre la durata dei singoli programmi e dei singoli esecutivi». Avviata nel 2022, la piattaforma Syllabus conta al terzo trimestre 2025 1.094.858 dipendenti registrati, il 32,9% del personale pubblico, e 7.482 amministrazioni aderenti. Nel 2025 i partecipanti alle attività della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA) salgono a 40.879, dai 37.642 dell’anno precedente. Nel 2025 sono state semplificate 59 procedure in 11 settori. 32 riguardano esclusivamente le imprese, 14 cittadini e imprese insieme, 13 i soli cittadini. Proseguono la digitalizzazione degli Sportelli unici per le attività produttive e per l’edilizia e la standardizzazione della modulistica. Gli investimenti del PNRR hanno finanziato 3.525 nuovi autobus per il tpl (+ il 24% rispetto al 2020), i mezzi elettrici crescono del 497% a livello nazionale e di oltre il 1.000% al Sud. Il Piano porta la dotazione ferroviaria, ad alta velocità e convenzionale, sopra la media europea. Restano, tuttavia, carenze nelle competenze digitali diffuse e nella disponibilità di specialisti informatici. Complessivamente la PA resta a due velocità e la modernizzazione non ha ancora colmato le storiche disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso ai servizi. Ma il metodo c’è.